Non riesco a dormire anche se ho sonno: quali sono i motivi?

Ultimo aggiornamento: 05.10.22

 

Riposare bene è una cosa molto importante, in quanto consente all’organismo di rigenerarsi. Ma cosa succede quando si soffre di insonnia?

 

Quante volte vi sarà capitato di dire: “Non riesco a dormire anche se ho sonno…”, oppure “Ho passato la nottata in bianco!”. Avere difficoltà nel dormire e svegliarsi frequentemente durante la notte, è un problema comune a molte persone.

Un recente studio condotto dall’EuroDap (Associazione Europea Disturbo da Attacchi di Panico), ha rilevato che più di 9 milioni di italiani soffrono d’insonnia o faticano ad addormentarsi.

Sebbene le cause di tale disturbo possono essere molteplici, è bene trovare delle valide soluzioni per tornare a riposare in modo sano.

 

Le cause dell’insonnia

Non riuscire a dormire o dormire poco la notte sono dei disturbi che derivano da diverse cause, che a loro volta possono essere suddivise in due principali categorie: cause endogene e cause esogene.

A prescindere dal motivo scatenante del disturbo, è importante intervenire in maniera tempestiva, onde evitare di andare incontro a stanchezza cronica e ad altri problemi psico-fisici.

Dormire bene la notte è un fattore fondamentale per mantenere in buona salute il proprio organismo, in quanto durante le ore di riposo, questo è in grado di rigenerarsi.

Le cause endogene

Quando si parla di cause endogene, si intendono tutti quei fattori fisiologici interni al soggetto, che possono dare origine a dei disturbi del sonno. Vediamone insieme alcuni.

 

– Lo stress lavorativo

Spesso, non dormire serenamente la notte, può essere causato da un forte periodo di stress lavorativo. Questo perché chi è sottoposto a certe tensioni, difficilmente la sera riesce a scaricare il nervosismo accumulato durante una dura giornata lavorativa.

La causa principale che porta una persona stressata ad avere difficoltà nel riposare, è dovuta all’aumento della produzione di cortisolo, conosciuto anche come “ormone dello stress”. Durante un momento di pressione psicologica, la regolazione di produzione di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali viene alterata. In poche parole il sistema va in “tilt” e di conseguenza vengono sballati i normali meccanismi di addormentamento del corpo.

 

– La gravidanza

La gravidanza sottopone il corpo a dei notevoli cambiamenti fisici e ormonali, che possono portare la donna incinta a soffrire di disturbi del sonno.

In particolare, nei primi tre mesi di gestazione, si verifica un aumento dei livelli di progesterone ed estrogeni, che possono provocare spossatezza diurna e bisogno di fare più sonnellini durante l’arco della giornata. Chiaramente tutto ciò influisce negativamente sull’addormentamento notturno.

Nei mesi successivi al primo trimestre invece, l’aumento del volume del ventre, può peggiorare addirittura la qualità del sonno fino a pochi giorni prima del parto. 

– La menopausa

La menopausa porta a dei cambiamenti ormonali molto importanti nella vita di una donna, in quanto le ovaie smettono di svolgere il loro compito. Tale nuova condizione fisica, può portare una persona in menopausa a soffrire di disturbi del sonno.

Le note vampate di calore per esempio, possono spingere il soggetto a svegliarsi ripetutamente durante la notte, compromettendo la continuità del suo riposo.

 

Le cause esogene

Oltre alle cause endogene appena citate, possono essere presenti anche dei fattori esogeni, ovvero esterni all’organismo, che contribuiscono a compromettere la qualità del sonno di una persona.

 

– L’alimentazione

L’importanza del rapporto tra abitudini alimentari e sonno è stata dimostrata ampiamente da diversi studi scientifici condotti in questo ambito. In pratica gli alimenti che vengono assunti, possono determinare la qualità del riposo.

Se assumete dei cibi fritti o molto elaborati, è chiaro che il processo digestivo sarà più lungo e ciò potrebbe incidere in maniera negativa sull’addormentamento di una persona. Parallelamente ai cibi pesanti, sono da evitare anche le bevande ricche di caffeina o di teina, perché potrebbero protrarre i loro effetti eccitanti per tutta la notte, costringendo il soggetto a svegliarsi ripetutamente.

– La presenza di qualcun’altro

Alcuni soggetti potrebbero incontrare delle difficoltà nell’addormentarsi, a causa della presenza di altre persone all’interno della stessa stanza. Magari c’è qualcuno che russa e a parte consigliare al “colpevole” dei cerotti nasali, non c’è molto che possiate fare, a meno che non vi procuriate dei buoni tappi per le orecchie o andiate a dormire altrove.

A volte invece, la persona con la quale condividete gli stessi spazi, semplicemente ha dei ritmi diversi dai vostri e dei modi di dormire che possono “cozzare” con le vostre abitudini.

A prescindere dai casi sopracitati, è molto importante che preserviate il vostro riposo, limitando al massimo i rumori e l’illuminazione all’interno della camera da letto.

 

– L’attività fisica

Sebbene praticare attività fisica faccia bene, è bene sapere anche che fare attività cardio nella seconda metà della giornata, potrebbe comportare dei problemi di addormentamento. Questo perché durante alcuni esercizi fisici, viene stimolata la produzione di ormoni eccitanti come l’adrenalina, che restano in circolo nell’organismo addirittura diverse ore dopo un allenamento.

Ovviamente questa condizione può alterare i normali cicli di addormentamento e di veglia del corpo.

 

– I turni di lavoro

Molte persone svolgono la  loro attività professionale durante le ore notturne per via dei turni lavorativi. Questi infatti si trovano a dover capovolgere le loro normali abitudini di riposo, ovvero vegliare di notte e dormire di giorno. È molto comune che tali ritmi sfalsati possano causare dei seri disturbi di insonnia, in quanto diversi soggetti non riescono psicologicamente a “staccare la spina” a fine turno.

Possibili rimedi per dormire meglio

Sebbene ci siano diverse cause che possono influire negativamente sulla qualità e sulla durata del riposo, è possibile adottare diverse soluzioni per dormire meglio. Innanzitutto è fondamentale individuare la causa principale del disturbo e affidarsi a dei professionisti qualificati, al fine di risolvere il problema.

Tra i vari rimedi per migliorare la qualità del proprio riposo, esistono diversi integratori alimentari, facilmente reperibili sul mercato. Accertatevi che si tratti di prodotti genuini, che siano in grado di agevolare il rilassamento del corpo e l’addormentamento; meglio se si tratta di sostanze naturali.

Tra gli integratori più utilizzati per conciliare il riposo, sicuramente compare la melatonina, un ormone che viene prodotto naturalmente dall’organismo, al fine di regolarne i cicli del sonno.

Quando una persona soffre d’insonnia, la produzione di melatonina cala, pertanto può essere integrata tramite l’assunzione orale di questa sostanza.

Ovviamente prima di fare uso di qualsiasi integratore, consultate il vostro medico di fiducia.

 

 

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