Dormire poco: conseguenze, cause e possibili rimedi

Ultimo aggiornamento: 05.10.22

 

Se soffrite di insonnia o avete problemi ad addormentarvi, potreste creare problemi anche importanti al vostro fisico. Vediamo insieme come affrontare il problema

 

Se il vostro problema principale è non riuscire a dormire, potreste andare incontro a problemi come le malattie cardiovascolari: anche se il legame tra questi due fattori è poco conosciuto, pare che i globuli bianchi aumentino proprio in chi ha una notevole mancanza di sonno.

In sostanza, quindi, se il vostro problema è non dormire, il cuore è il muscolo a rischio: purtroppo su questo si hanno solo certezze. Infatti, dagli studi effettuati si è potuto rilevare che chi dorme meno di cinque o sei ore al giorno o non riesce a completare i cicli del sonno ha una maggiore probabilità di morire ins eguito a problemi cardiovascolari.

A dare maggiori informazioni in merito ci pensa la rivista Nature, che ha riportato uno studio molto interessante.

 

Il collegamento tra cervello e circolazione sanguigna

Secondo questo studio, che ha avuto come protagonisti dei topi con un difetto genetico che li portava all’aterosclerosi, ovvero l’irrigidimento dei vasi sanguigni e la riduzione del loro diametro, quando non si fa altro che dormire poco, accade qualcosa a livello cerebrale.

Pare infatti che ci sia un filo che colleghi cervello, vasi sanguigni e midollo osseo e questo sarebbe costituito dai globuli bianchi. Accadrebbe quindi che la sintesi delle cellule, che di solito difendono il nostro organismo, aumenterebbe in seguito alla riduzione dell’ipocretina, un ormone che si trova nel cervello.

Durante lo studio, i topi sono stati indotti a non dormire di continuo: questo ha provocato un accumulo delle cellule prodotte in eccesso sulle pareti dei vasi sanguigni. Di conseguenza si sono ispessiti e quindi il loro calibro si è ridotto sostanzialmente.

Negli umani, questo è quello che possiamo definire una via d’accesso all’infarto: se questo fenomeno, infatti, riguarda le coronarie, la salute del cuore è messa a repentaglio. 

 

Quali conseguenze per il midollo osseo?

Se continuate a dormire male o non dormite almeno sei/otto ore a notte, il problema potrebbe verificarsi. L’ipocretina, infatti, deve essere tenuta sotto controllo, in quanto lei stessa controlla la sintesi di molecole che potrebbero causare infiammazioni e che partono dal midollo osseo.

Questo meccanismo viene interrotto se si ha difficoltà a dormire o se ci si sveglia più volte durante la notte. Di conseguenza, l’aterosclerosi può essere più accentuata rispetto a chi riesce a dormire, proprio perché i globuli bianchi aumentano e, allo stesso tempo, i depositi di grasso vanno a occupare le arterie e a restringerle. 

Nei topi poco riposati i ricercatori hanno anche verificato che l’ipocretina andava a diminuire la sintesi delle molecole proinfiammatorie: per cui, il deficit di questa sostanza non fa altro che favorire l’aumento delle infiammazioni e l’aterosclerosi, come detto in precedenza.

Certo, probabilmente questa non è l’unica causa, ma conoscere questo meccanismo fa sì che si possa cercare di intervenire per andare contro questo impatto negativo sul cuore e sulla circolazione, tentando di migliorare il sonno di chi dorme male o affatto. 

Dormire poco conseguenze

Se non riesco a dormire perché resto a lungo al PC, a guardare la TV o al cellulare, non solo vedrò una diminuzione della qualità delle mie performance al mattino, ma avrò anche ripercussioni sul mio umore e sulla concentrazione.

Quando mi stendo e mi copro con un plaid ma non ho sonno non faccio bene al mio cervello, in quanto questo processo è di fondamentale importanza per consentire ai neuroni di immagazzinare tutte le informazioni della giornata, eliminando quelle superflue.

Dormire poco o male nuoce anche al cuore, perché lo espone agli infarti, agli ictus e a tutte le condizioni croniche, come l’obesità: chi non riesce a riposare o a farlo bene, infatti, mangia molto di più e non brucia tutte le calorie che mette in eccesso nel corpo.

Questo comporta anche altre patologie, come il diabete 2; non trascuriamo che si riflette anche sull’aspetto estetico, in quanto la pelle di chi ha difficoltà a riposare risulta molto meno elastica e compaiono anche occhiaie e borse che stanno a simboleggiare una cattiva circolazione.

 

Come fare per correre ai ripari?

Partiamo dal presupposto che un adulto dovrebbe dormire tra le sette e le nove ore per notte, anche se questo dato dipende molto dall’età, in quanto in vecchiaia le ore diminuiscono. In ogni caso, se non riuscite a mantenere questo numero costante, ci sono varie cose che potete fare per correre ai ripari.

Prima di tutto riducete sostanziosamente il consumo di caffeina, ma anche di alimenti in generale eccitanti, come il tè, il cioccolato e tutte le bibite energizzanti. Potete prendere il caffè al mattino, ma meglio evitare di esagerare nel corso della giornata e di prenderlo nel tardo pomeriggio.

Quando state per andare a letto, inoltre, è opportuno tenere alla giusta distanza, almeno un’ora prima, tutti gli apparecchi come lo smartphone, il tablet e il PC, in quanto la luce blu, emanata dai display, contrasta il raggiungimento del sonno.

Un grande aiuto può venire dalla sveglia, che dovrebbe essere messa sempre alla stessa ora, in modo da regolarizzare i cicli di sonno veglia con una routine. Certo, potrete prendere un “giorno libero”, ovvero quando non lavorate potrete svegliarvi più tardi, ma intanto avrete dato modo al corpo di seguire delle linee guida dalle quali non si allontanerà.

Tuttavia, non è bene neppure dormire troppo e quindi evitate di stare tutto il giorno a letto durante il weekend, in quanto in questo modo non sarete poi più riposati. Abbuffarsi di sonno, infatti, dà gli stessi effetti collaterali, per cui finirete per sentirvi ancora più stanchi quando, di lunedì, dovrete andare a lavorare.

 

 

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