Cos’è e come funziona la polisonnografia

Ultimo aggiornamento: 05.10.22

 

Studiare i disturbi del sonno è possibile grazie a questo esame. Se vi svegliate stanchi, russate o soffrite di insonnia, leggete di cosa si tratta

 

Parliamo di polisonnografia, indicata con la sigla PSG, quando ci riferiamo all’esame in grado di studiare ogni tipo di modificazione ai parametri vitali, che può avvenire durante il riposo notturno. Può essere eseguito in un centro del sonno ufficiale oppure comodamente a casa propria, mentre dormite sul vostro cuscino.

In cosa consiste? Vediamolo insieme.

 

Le due fasi del sonno

Prima di addentrarci nel mondo del PSG, dobbiamo comprendere come si compone il sonno, per capire bene come avviene il riposo notturno. Le fasi sono due, che vanno a susseguirsi per varie volte, con cicli di circa 90 minuti l’uno.

Questa alternanza è l’unica in grado di garantire un corretto riposo: se ciò non avviene si riscontrano diversi problemi e si può dover affrontare i disturbi del sonno in centri specializzati se si vuole venire a capo del problema.

 

La fase Non-Rem

La prima delle due fasi, detta anche “sonno ortodosso”, si contraddistingue in quattro stadi, durante i quali il sonno diventa poco a poco più profondo. Il primo è l’addormentamento, il secondo il sonno leggero, il terzo il sonno profondo, fino al quarto, che porta a una rigenerazione del corpo.

Ogni ciclo si abbrevia man mano che si va avanti, in quanto alla fase Non-Rem segue la seconda, ovvero la Rem.

La fase Rem

Arriviamo alla seconda fase e capiamo anche perché si chiami Rem: si tratta di un acronimo che sta per Rapid Eye Movement, infatti durante questo ciclo gli occhi si muovono molto rapidamente, il battito cardiaco aumenta, come anche la respirazione, in quanto è ora che si sogna.

Al contrario di quello che può sembrare, però, è anche il momento in cui il corpo si rilassa, i muscoli si distendono, per cui il corpo si ritempra.

 

Quando si ricorre alla polisonnografia?

Davanti ad alcuni disturbi, che andremo a vedere tra poco, è possibile sottoporsi a questo esame, che verifica le alterazioni proprio di queste due fasi, per stabilire cosa c’è che non va. L’esito del polisonnogramma permette a un medico, specializzato in malattie del sonno, di aiutarvi a risolvere il problema. 

Non è molto facile addormentarsi in un ambiente estraneo, per cui non basterà bere un bicchierino di assenzio nero, ma c’è anche la possibilità di eseguire questo esame a casa.

 

I disturbi del sonno

Perché un dottore vi suggerisce di recarvi presso una clinica del sonno? Lo fa se ha il sospetto che soffriate di uno di questi disturbi.

♦ Sindrome di apnea notturna, detta anche da apnea ostruttiva notturna, causa delle interruzioni della respirazione, anche se temporanee, durante il sonno. 

♦ Disturbi del movimento, ovvero il soggetto muove senza volontà specialmente gli arti inferiori. Per esempio, tra questi ci sono la sindrome delle gambe senza riposo e i movimenti periodici degli arti inferiori.

♦ Narcolessia, ovvero una malattia neurologica vera e propria, che causa continui attacchi di sonno, anche mentre si sta eseguendo qualcosa. Il narcolettico, quindi, può addormentarsi mentre mangia, mentre fa la fila in posta e così via.

♦ Disturbi del comportamento durante la fase Non-Rem, tra i quali rientrano un risveglio molto confusionale e il sonnambulismo.

♦ Disturbi del comportamento durante la fase Rem, ovvero tutti coloro che si agitano mentre sognano, proprio come se stessero vivendo realmente la situazione.

♦ Insonnia cronica, cioè la difficoltà di addormentarsi oppure di riaddormentarsi quando ci si sveglia per un qualsiasi motivo.

 

Come si svolge la polisonnografia

Durante questo esame vengono monitorati diversi valori a livello cardio-respiratorio, per denotare la presenza di sintomi dell’apnea notturna, che può essere di tipo ostruttivo, misto, centrale o essere un’ipoapnea.

Rileva anche il russamento (che può avvenire anche quando si hanno tonsille normali e non ingrossate) e lo sforzo toracico tramite delle speciali fasce, aiutandosi con un sensore di posizione, una cannula nasale e un microfono ambientale.

Ma parliamo anche di polisonnografia neurologica in quanto misura anche le alterazioni del ciclo sonno/veglia, ovvero la mancanza o l’eccesso di sonno, e tutti i disturbi che possono derivare da una componente psichica, come l’apnea, il sonnambulismo e così via. 

Se decidete di farla in ospedale o in una clinica privata, il costo della polisonnografia si aggira attorno ai 300 euro ma, se invece desiderate svolgerla a domicilio, potrebbe comportare un incremento della spesa. 

Non è dolorosa o invasiva, in quanto basta indossare per qualche ora in cui si dorme o anche tutta la notte un dispositivo che rileverà tutti i valori necessari ad avere una diagnosi. Questa non sarà immediata, ma ci vorranno un po’ di giorni in cui il medico studierà il referto e vi suggerirà il rimedio al problema. 

Come interpretare i risultati

Per stabilire se dovete effettuare una terapia farmacologica o semplicemente una cura del sonno, sarà necessario comprendere i risultati dell’esame. Tra i vari parametri da studiare ci sono:

– il battito cardiaco, la respirazione e le mutazioni dei livelli di ossigeno, che aiutano a stabilire se il paziente soffre di apnee notturne

– i movimenti oculari e le onde cerebrali, che vengono disturbati quando il soggetto soffre di narcolessia o ha disturbi del comportamento nella fase Rem

– movimenti degli arti inferiori, ovvero se il paziente muove le gambe e ha, per esempio, la RLS (sindrome delle gambe senza riposo), questo sta a indicare che soffre di disturbi del movimento in relazione al sonno

– movimenti non soliti o comportamenti insoliti durante il sonno, stanno a indicare che si può avere un disturbo del comportamento che riguarda la fase Rem o anche quella Non-Rem e quindi andranno approfonditi

Una volta che l’esame sarà concluso, il medico specializzato potrà stabilire il quadro del paziente e quindi proporre la terapia giusta per ritornare a dormire in maniera adeguata e facendo in modo che il corpo si riposi.

 

 

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